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Delta del Po

"...è arricchito di un numero di affluenti quali non si trovano così addensati in alcun altro fiume. Il Delta è essenzialmente ricco: ricco per la sua agricoltura, ricco per le sue “valli”, come si chiamano i laghi d’acqua dolce o salata o mista, popolati di pesce e nel cielo dei quali volano avidi gli uccelli marini e di palude. Commovente è la scoperta dei colori: il Delta a prima vista appare grigio; successivamente ci si accorge che la tinta uniforme del cielo dei campi e delle acque è come una riserva di colori accavallati che vi sono stati spennellati con cura, come da uno che ne sappia la fisica e la chimica, e fiori grandi e fiorellini, e filari di alberi si accompagnano ai suoi capolavori di architettura umana, al grande bosco famoso che ne forma il confine occidentale..."


Ruggero Orlando, DELTA Le foci del Po, Container, Marina di Massa 1982


 

Delta001 (Foto di Daniele Soncin)Il Delta del Po è un luogo di incomparabile interesse naturalistico, sospeso tra terra, acqua e cielo in una dimensione indefinibile, assolutamente fuori dal tempo.

Un luogo di zone umide e terre emerse molte delle quali bonificate nell’ultimo secolo, formatesi attraverso i detriti portati dal Po d’importanza non solo nazionale (è l’unico Delta italiano) ma anche internazionale visto che nell’Unione Europea esistono solo altri 4 Delta e già nel lontano 1971 quando ministri dei 5 continenti si riunirono a Ramsar (Iran) per firmare un trattato storico: visto che gli uccelli, essendo migratori, sono un patrimonio sopranazionale, i firmatari si impegnavano a tutelare certe zone, per fare in modo di salvaguardare la fauna di tutti. Oggi, la Convenzione di Ramsar protegge nel mondo 900 siti, di cui 47 in Italia. Ebbene: 10 ( il 21,3% del totale nazionale) si trovano tra in Delta e dintorni.

Il territorio che si estende in 3 province e 2 Regioni: in Veneto, nella provincia di Rovigo, si trova il “Delta attivo”, quella per intenderci a forma "di triangolo" o di "delta" appunto, dalla quale sfocia in mare la maggior quantità d'acqua grazie a 4 rami principali (Po di Pila, Po di Maistra, Po di Gnocca, Po di Tolle); in Emilia Romagna, nelle province di Ferrara e Ravenna, si trova invece il “Delta storico”, dove secoli fa, prima che il fiume cambiasse più volte il suo corso prepotentemente, si trovavano i principali rami del grande fiume, ma che oggi si trova a possedere un solo ramo attivo (Po di Goro).

La parte Veneta del Delta del Po va dall’Adige a nord e il Po di Goro a sud. Possiamo anche azzardare la data precisa in cui il Delta moderno ha cominciato a formarsi: il 1604, data storica in quanto le istituzioni veneziani del tempo, per paura che il fiume, attraverso i suoi detriti andasse a insabbiare la parte sud della laguna di Venezia e quindi indebolisse la sua virtù marinara, realizzò una grande opera idraulica facendo deviare verso sud il corso del fiume con il famoso “Taglio di Porto Viro”. Da quella data, giorno per giorno e in soli 400 anni il mare è stato sostituito da terreni, paludi e acquitrini formatisi grazie ai sedimenti depositati dal nuovo corso del fiume. Per questo senza ombra di dubbio il Delta del Po è la terra più giovane d’Italia.

Il Delta veneto si estende per 8.000 ettari di valli da pesca arginate, quasi 11.000 ettari di lagune, 4.000 ettari di rami del Po e altre migliaia di ettari agricoli, con canali di bonifica, risaie, dune fossili sabbiose e abitati.