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Ca' Mello

L'origine del nome, a differenza delle altre frazioni che iniziano per Ca', non deriva dal nome di una famiglia padronale del tempo passato, ma dal fatto che per questa frazione passava l'antico ramo del Po, scomparso da circa un secolo, le cui cartine del tempo lo definivano "Cammello" o "Camello", il cui corso, snodandosi sinuosamente, formava due ampie curve che venivano assimilate alle gobbe di un cammello.
Come per le altre zone del Delta, intelligenti interventi di bonifica hanno trasformato canneti ed acquitrini in fertili risaie. Nel 1953, con la riforma agraria, furono assegnati a molti contadini piccoli poderi, che sono stati successivamente ingranditi con le ultime bonifiche delle valli da pesca.
Come arrivare:
Percorrendo la SS 309 Romea, sia che si provenga da Ravenna o da Venezia, girare per la provinciale in direzione Porto Tolle.
Si procede su questa provinciale SP 38 che costeggia lo Scolo Veneto per alcuni Km, fino ad arrivare ad un ponte che attraversa il Po di Gnocca.
Appena superato il ponte si prosegue diritto per la "via tangenziale" che costeggia il centro abitato di Ca'Tiepolo. Superata la rotatoria continueremo dritti per alcuni km ancora fino ad arrivare (senza attraversare alcun incrocio) nella SP 38 di Via Po di Tolle. A questo punto girare a Dx in Via Bruno Buozzi e continuare per questa strada fino ad arrivare all'abitato di Ca'Mello.

 

L'oasi di Ca'Mello

L’Oasi di Ca’Mello, rappresenta un’ampia superficie (40 ettari) di interesse naturalistico che si affaccia sulla Sacca di Scardovari.
La sua storia inizia nel 1800, quando la zona corrispondeva alla foce dell’antico ramo del Po di Ca’Mello che si staccava dal Po di Venezia in località Fraterna di Porto Tolle e si gettava nella Sacca di Scardovari. Successivamente fino agli anni 60’ fu interessata da vaste zone di valli da pesca, rappresentando un ambiente prezioso per flora e fauna.
Dopo l’alluvione del 66’ le valli sono state bonificate ed il Biotopo di Ca’Mello è stato conservato per scaricare le acque di bonifica delle idrovore nella Sacca, mantenendo intatta la sua importanza naturalistica.
Nel 1985 la zona non è più stata alimentata con acqua dolce ed è quindi iniziato un interramento.
Nel 1990 il Consorzio di Bonifica ha intrapreso delle iniziative per far tornare la zona umida di un tempo.
Quest’area oggi, riveste rilevante importanza come zona umida d’acqua dolce, dove sostano e nidificano numerosi uccelli dell’ambiente vallivo, tra tutti una grande garzaia non difficile da vedere durante il percorso che si snoda all’interno. L’importanza ornitologica viene rafforzata dal fatto di far parte di un progetto di inanellamento degli uccelli (PR.I.S.CO.) della Provincia di Rovigo.
La vegetazione è quella autoctona tipica di questi ambienti, quindi dalla canna di palustre, tifa che confina le zone d’acqua dolce ad arbusti presenti nella zona di terraferma some il Sambuco, la tamerice, la Sanguinella, il Crespino, il Prugnolo, l’Agazzino, la Rosa Canina, il Biancospino, ecc..